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Nelle relazioni tra le persone. Confucio non dà anzitutto una definizione astratta del ren, ma parte da come prendersi cura degli altri e da come gestire i rapporti tra le persone.
Possono essere visti come manifestazioni del ren in relazioni diverse: verso i genitori è pietà filiale, verso i fratelli maggiori rispetto fraterno, verso i propri doveri lealtà, verso gli amici affidabilità, nel trattare con gli altri cortesia, nel prendere sul serio le cose rispetto. Il ren è il principio generale che comprende queste virtù e l’orientamento fondamentale alla cura.
No. Le diverse risposte indicano, da prospettive diverse e in base al carattere e alla situazione di ciascun discepolo, il punto da cui ognuno può iniziare; convergono tutte nel trattare gli altri con sincero amore e nel praticarlo in relazioni concrete. Perciò “amare gli altri” è l’orientamento di fondo, mentre “dominare sé stessi e tornare ai riti”, “non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”, “essere cauto nel parlare” e simili sono indicazioni pratiche su piani diversi.
Questa pagina si concentra sull’orientamento centrale del ren nei Dialoghi. Confucio raramente ne dà una definizione astratta, ma quando Fan Chi chiede del ren risponde direttamente“Amare gli altri”(Yanyuan). Ciò mostra che il ren non è un concetto sospeso nel vuoto, ma parte dalle relazioni tra le persone: come trattare genitori, fratelli, amici, compagni e sconosciuti è il luogo in cui il ren inizia a essere praticato.
Fan Chi chiese del ren. Il Maestro disse: “Amare gli altri.” — Dialoghi, Yanyuan
Pertanto il primo passo per comprendere il ren è assumere come punto di partenza “prendersi cura degli altri e gestire bene le relazioni tra le persone”, non considerare il ren come una regola da imparare a memoria.
Nei Dialoghi il ren non si affianca semplicemente a virtù come pietà filiale, rispetto fraterno, lealtà, affidabilità, cortesia e rispetto. Esse sono piuttosto manifestazioni concrete del ren in relazioni diverse: verso i genitori è pietà filiale, verso i fratelli maggiori rispetto fraterno, verso i propri doveri lealtà, verso gli amici affidabilità, nel trattare con gli altri cortesia, nel prendere sul serio le cose rispetto. Il ren è l’orientamento alla cura che attraversa queste manifestazioni, ed è perciò spesso chiamato “nome di tutte le virtù” o principio generale che comprende ogni virtù.
- Il ren è l’orientamento fondamentale alla cura ed è anche il principio generale di tutte le virtù.
- Le varie virtù sono manifestazioni concrete del ren in relazioni diverse.
Confucio non dà una risposta uniforme a chi chiede del ren: a Yan Yuan dice “dominare sé stessi e tornare ai riti”, a Zhonggong “non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”, a Sima Niu “essere cauto nel parlare”. Queste risposte non si contraddicono, ma indicano, in base al carattere e alla situazione di ciascun discepolo, il punto da cui ognuno può iniziare.
Yan Yuan chiese del ren. Il Maestro disse: “Dominare sé stessi e tornare ai riti è il ren.” … Zhonggong chiese del ren. Il Maestro disse: “Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te.” … Sima Niu chiese del ren. Il Maestro disse: “Chi possiede il ren è cauto nel parlare.” — Dialoghi, Yanyuan
Questo modo di rispondere “adatto a ciascuno” è già di per sé un atteggiamento didattico: il ren non è una definizione da memorizzare, ma qualcosa che ognuno pratica partendo dalla propria posizione. Per chi studia questa pagina, si può iniziare dall’amore e dal rispetto verso i genitori in famiglia e dalla comprensione verso i compagni in classe, facendo scendere “amare gli altri” in azioni concrete.
